Il Piano Didattico Personalizzato è la diretta e coerente conseguenza della normativa scolastica degli ultimi decenni, nella quale è stata posta con sempre maggiore forza, attenzione alla realizzazione del successo nell’apprendimento e alle problematiche dell’abbandono scolastico.

Le sue radici possono essere individuate nel primo accenno teorico-indicativo della personalizzazione dell’apprendimento che si ritrova nell'art. 21 della legge 15 marzo1997, n°59 nel quale “si permette” alle scuole, per tutti gli studenti, di “concretizzare gli obiettivi nazionali in percorsi formativi funzionali tesi alla realizzazione del diritto di apprendere e alla crescita educativa di tutti gli alunni; che riconoscono e valorizzano le diversità, promuovono le potenzialità di ciascuno adottando tutte le iniziative utili al raggiungimento del successo formativo”. Nel DPR 1999 N°275, Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche, all’art.4 Autonomia didattica, si legge:

  1.  Le istituzioni didattiche riconoscono e valorizzano le diversità, promuovono le potenzialità di ciascuno  adottando tutte le iniziative utili al raggiungimento del successo formativo.
  2. Le istituzioni scolastiche regolano i tempi dell’insegnamento e dello svolgimento delle singole discipline e attività nel modo più adeguato al tipo di studi e ai ritmi di apprendimento.  A tal fine possono adottare tutte le forme di flessibilità che ritengono opportune … e tra l’altro anche l’attivazione di percorsi didattici individualizzati.

Al centro della legge 53/2003 (riforma Moratti) è presente il concetto di personalizzazione e nelle Indicazioni per il Curriculo, 2007 “la scuola è chiamata a realizzare percorsi formativi sempre più rispondenti alle inclinazioni personali degli studenti nella prospettiva di valorizzare gli aspetti peculiari della personalità di ognuno”

Oggi con il Piano Didattico Personalizzato si è passati dalle semplici indicazioni di indirizzo ad un percorso per la sua realizzazione pratica.


Che cos’è il PDP?

Analizziamo le parole che compongono la definizione di Piano Didattico Personalizzato:

PIANO: è “studio mirante a predisporre un'azione in tutti i suoi sviluppi”: un programma, un progetto, una strategia.

DIDATTICO: lo scopo della didattica è il miglioramento:

  • dell'efficacia e soprattutto dell'efficienza dell'apprendimento dell‘allievo, che comporta , quindi, una diminuzione dei tempi di studio e del dispendio di energie
  • dell‘ efficacia e dell'efficienza dell'insegnamento del docente

PERSONALIZZATO: indica la diversificazione delle metodologie, dei tempi, degli strumenti nella progettazione del lavoro della classe ( C.M. n 4099 del 05/10/2004 e n. 4674 del 10/05/2007 per studenti dislessici - art_10_DPR_122_giugno 2009. – Circ. MIUR 28.5.2009)

Con la personalizzazione si persegue l’obiettivo di raggiungere i medesimi obiettivi attraverso itinerari diversi. Questa strategia implica la messa a punto di nuove forme di organizzazione didattica e di trasmissione dei processi del “sapere” e del saper fare” in modo da predisporre piani di apprendimento coerenti con le capacità, i ritmi e i tempi di sviluppo degli alunni”. (G. Chiosso, La personalizzazione dell’apprendimento)

Nel D.P.R. 275/1999,all’ art. 4.2 il Regolamento dell’autonomia scolastica offre lo strumento della flessibilità, (“le istituzioni scolastiche possono adottare tutte le forme di flessibilità che ritengono opportune”). Tale flessibilità non è solo nei calendari, negli orari, nei raggruppamenti degli alunni, nell’adeguamento alle esigenze delle realtà locali, ecc, ma è prevista anche in tutti gli aspetti dell’organizzazione educativa e didattica della Scuola e quindi va intesa come personalizzazione educativa e didattica, come personalizzazione degli obiettivi formativi e come personalizzazione dei percorsi formativi.

In definitiva il PDP è un piano didattico pensato e applicabile per gli alunni con DSA , nei quali la difficoltà non è nella capacità di apprendimento, ma nelle abilità di utilizzare i normali strumenti per accedere all’apprendimento, abilità che possono e devono essere supportate, secondo la normativa vigente, per il raggiungimento del successo formativo.

Il PDP è un contratto fra docenti, Istituzione Scolastiche, Istituzioni SocioSanitarie e famiglia per individuare e organizzare un percorso personalizzato, nel quale devono essere definiti i supporti compensativi e dispensativi che possono portare alla realizzazione del successo scolastico degli alunni DSA.

Chi lo redige?

Il team dei docenti o il consiglio di classe, acquisita la diagnosi specialistica di DSA, redige il Piano Didattico Personalizzato. La redazione del documento prevede una fase preparatoria d’incontro e di dialogo tra docenti, famiglia e specialisti nel rispetto dei reciproci ruoli e competenze.

Le scuole, nell’ambito dell’autonomia di cui al D.P.R. 8 marzo 1999 n. 275, e gli insegnanti, nell’ambito della libertà di insegnamento garantita dalla Costituzione, sono liberi nell’individuazione delle modalità di insegnamento più idonee a corrispondere alle necessità di ciascun allievo, ivi compresi gli strumenti compensativi e dispensativi per gli allievi con DSA.


Quando viene redatto?

La sua redazione avviene:

  • all’inizio di ogni anno scolastico entro i primi due mesi per gli studenti già segnalati
  • su richiesta della famiglia in possesso di segnalazione specialistica.

L’iter classico per giungere alla compilazione del PDP è il seguente. :

  • acquisizione della segnalazione specialistica;
  • incontro di presentazione
  • accordo tra i docenti per la sua predisposizione e per la distribuzione della modulistica da compilare tra: il coordinatore della classe, la famiglia dello studente, il Dirigente Scolastico e/o il referente DSA per la raccolta delle informazioni. (verbalizzazione da parte del coordinatore);
  • stesura finale e sottoscrizione del documento (docenti e genitori dello studente). (ad es. nel C.d.C. di Ottobre) (successivo C.d.C. di Novembre).

Il PDP deve essere verificato due o più volte l’anno a cura del team dei docenti o del Consiglio di Classe (per es. in sede di scrutini).


Come viene redatto?

La redazione deve contenere e sviluppare i seguenti punti:

  1. dati relativi all’alunno
  2. descrizione del funzionamento delle abilità strumentali
  3. caratteristiche del processo di apprendimento
  4. strategie per lo studio – strumenti utilizzati
  5. individuazione di eventuali modifiche all’interno degli obiettivi disciplinari per il conseguimento delle competenze fondamentali
  6. strategie metodologiche e didattiche adottate
  7. strumenti compensativi
  8. criteri e modalità di verifica e valutazione
  9. assegnazione dei compiti a casa e rapporti con la famiglia

 

fonte AID (http://www.aiditalia.org/upload/guida_pdp_gennaio_2010_comitato_scuola_aid.pdf)